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lunedì, 27 giugno 2005

Ornitology

L'università degli studi del Marshmellowshire ha prodotto interessantissimi risultati anche nell'ambito dell'etologia: é infatti stato dato in questi giorni alle stampe il saggio Ma perché le formiche vanno sempre nel mio barattolo.
Recentemente é stato condotto un interessantissimo studio sul comportamento degli uccelli che vivono in ambiente urbano.
Tre le più importanti conclusioni a cui gli studiosi sono arrivati:
- gli storni che risiedono nel piazzale della stazione Termini non sono lì perché hanno eletto il luogo a loro dimora, ma perché stanno picchettando.
Da anni ed anni sono in sciopero, gridando slogan e facendo sit-in, ma poiché nessuno capisce cosa dicano le loro proteste rimangono inascoltate, e lo sciopero continua.
- finalmente risolto il mistero dei gabbiani sull'Altare della Patria.
(riassumendo per i meno aggiornati: gli scienziati si chiedevano da anni che cosa ci facessero così tanti gabbiani sopra il monumento al milite ignoto. I gabbiani, notoriamente, volano sul mare, e sulle discariche. Non si vede traccia di mare per chilometri.)
I progenitori degli attuali volatili avevano becchettato gli avanzi del pasto di un partecipante alla spedizione dei Mille in Sicilia, e avevano continuato a seguirlo sperando di ottenere altro cibo.
I vestiti del garibaldino, in seguito, erano entrati a fare parte della collezione del museo del Risorgimento ospitato all'interno del Vittoriano, e i gabbiani li avevano seguiti sperando in altro becchime.
I loro pronipoti sono ancora lì che volano sopra il Vittoriano speranzosi.
- le deiezioni degli storni di Termini sono colpa dell'illuminazione.
L'illuminazione a giorno di Termini durante la notte sconvolge il metabolismo degli storni che picchettano quegli alberi, causando loro acidità e coliti e rendendo le loro deiezioni ancora più acide e deleterie per la vita umana che sotto a quegli alberi si svolge.*

Lo studio é stato realizzato in collaborazione tra l'università del Marshmellowshire e un giovane studioso in soggiorno-studio presso la capitale.

* Indovinate un pò quale di queste tre affermazioni ha un reale fondamento scientifico.















postato da: tostoini alle ore 27/06/2005 21:23 | permalink | commenti (10)
giovedì, 23 giugno 2005

La vendetta del Sindacato Formiche

Tartaruga ha accidentalmente cancellato il post sul sindacato formiche.
Subito dopo aver disegnato l'illustrazione per il post.
Tuttavia ha avuto l'impressione di sentire come una microscopica risata sarcastica alle sue spalle immediatamente dopo la sciagurata cancellazione.
Il fatto che poi le formiche presenti sul pavimento componessero la frase 'sicura che sia stato un fatto incidentale?' non é assolutamente da ritenersi in alcun modo collegato all'avvenimento.

Non cantate vittoria, amiche formiche.
Posso sempre riscriverlo.
E tengo sempre delle teste di cavallo di riserva in freezer per le grandi occasioni.
postato da: tostoini alle ore 23/06/2005 01:43 | permalink | commenti (2)
martedì, 21 giugno 2005

Cattive frequentazioni

tartaruga - (rivolta a se stessa) tartaruga, é normale che le radici del bambù si muovano e saltino fuori dal vaso?

se stessa - (rivolta a se stessa, e quindi per proprietà d'identità anche a tartaruga) si, se non sono radici ma orrendi vermi mangiatori di uomini.




Capiamoci. Una si allontana dieci giorni, il bambù si mette ad allevare larve di zanzara, e il prezzemolo va in giro cogli afidi.

Se queste solo le premesse dal mondo vegetale, immagino cosa succederebbe nel mondo animale.
Non credo farò mai figli. Avrei paura che tornassero a casa in compagnia di acari giganti.
postato da: tostoini alle ore 21/06/2005 11:05 | permalink | commenti (12)
giovedì, 16 giugno 2005

residenza part-time

Voglio la residenza part-time.
I mesi invernali, lì.
Quando arriva l'estate, qui.
Esistono i contratti, atipici, perché non i residenti?
Voglio la flessibilità abitativa!
Lasciatemi razzolare nella sabbia!
postato da: tostoini alle ore 16/06/2005 18:45 | permalink | commenti (13)
lunedì, 13 giugno 2005

Appunti domestici

- Camminare a piedi scalzi
- Fare il bagno in una vasca
- Incontrare per casa solo facce amiche
- Punire un'albicocca caduta sulla tua testa mangiandola
- Rendersi conto che l'odore mancante nel vento di ogni altro posto era il mare
- Fare lunghissime sessioni di pet-terapy con gatti bavosi e cani puzzoni

Altro che beauty-farm.
postato da: tostoini alle ore 13/06/2005 17:08 | permalink | commenti (12)
mercoledì, 08 giugno 2005

I danni dell'immaginario bohemien

Ah signora mia, ma quant'é bello il letto a fianco alla finestra, che la mattina ti svegli e vedi il tuo quadratino di cielo azzurro, il letto poggiato per terra coperto da fantasie floreali anni '60, col catafalco* a fare da spalliera, coperto di cuscini di fogge e dimensioni differenti, che fanno tanto divano-tana.
Ah, signora mia, sapesse quanto sono belli i libri nella nicchia sotto la finestra, tutti in fila, nello spazietto a fianco al letto, che é a fianco alla finestra, che la mattina ti svegli e vedi il tuo quadratino di cielo azzurro, il letto poggiato per terra coperto da fantasie floreali anni '60, col catafalco* a fare da spalliera, coperto di cuscini di fogge e dimensioni differenti, che fanno tanto divano-tana.
Ah signora mia, sapesse quant'é bella la lampada di carta a forma di lumaca sulla cassa di legno dei libri di Stanislao, che fanno da comodino al letto che é a fianco alla finestra, che la mattina ti svegli e vedi il tuo quadratino di cielo azzurro, il letto poggiato per terra coperto da fantasie floreali anni '60, col catafalco* a fare da spalliera, coperto di cuscini di fogge e dimensioni differenti, che fanno tanto divano-tana.

Signora mia, sapesse quant'é bello.
Si.
Tranne quando esci lasciando le finestre spalancate perché sarà anche giugno ma ci sono 30 e passa gradi, e invece la sera decide di scatenarsi un acquazzone degno di un tifone nei mari del nord, ceffoni d'acqua ghiacciata e vento gelido, e tornando a casa trovi:
- il letto a fianco alla finestra, che la mattina ti svegli e vedi il tuo quadratino di cielo azzurro, il letto poggiato per terra coperto da fantasie floreali anni '60, col catafalco* a fare da spalliera, coperto di cuscini di fogge e dimensioni differenti, che fanno tanto divano-tana, completamente intriso d'acqua;
- i libri nella nicchia sotto la finestra, tutti in fila, nello spazietto a fianco al letto, che é a fianco alla finestraecc ecc, inzuppati d'acqua come un rotolo di scottex;
- la lampada di carta a forma di lumaca sulla cassa di legno dei libri di Stanislao, che fanno da comodino al letto che é a fianco alla finestra, che più che una lumaca sembra un cannolicchio.









postato da: tostoini alle ore 08/06/2005 15:01 | permalink | commenti (13)
martedì, 07 giugno 2005

Un post sciatto in cui la tartaruga non c'é ma ci sono solo io che mi lamento


E poi c'é questo. Che il tempo é poco e le cose da fare non mi mancherebbero, e urgenti.
E invece no. Mi lascio scivolare addosso le giornale in maniera abulica, inconcludente, oziosa, ma non rilassata, perché il cervello per tutto questo tempo resta occupato dai sensi di colpa delle cose importanti che avrei dovuto fare ma che non sto facendo, e quindi non riposa mai.
E ogni volta stabilisco un nuovo inizio: 'Ah, ma..da domattina si cambia, eh!' e se non é domattina é lunedì, o dopo le vacanze, o qualunque altro paletto riesca a mettere nello scorrere degli eventi.
E ogni volta diserto, e mi capisco sempre meno, a parlarmi a due voci, so di avere da fare e che se non mi muovo il problema é solo mio, e sempre io che mi rispondo 'ancora 5 minuti.'
E a forza di 5 minuti le giornate finiscono.
E finiscono senza aver fatto NIENTE.
E finisco per non avere tempo. E non perché ho troppo da fare, ma perché faccio troppo poco, e il resto sperpero.
Da quanto tempo é che non dipingo?
Quanti giorni mancano agli esami?
Quante persone ho trascurato per 'mancanza di tempo'?
Non é che sto facendo male il mio lavoro?
Da quand'é che non vado a un concerto?
Qual'é stata l'ultima mostra che ho visto?

Che cosa sto facendo, esattamente?
Non lo so, non capisco. Sono incartata senza capirne il perché. Eppure é come se da qualche parte si fosse incastrato qualcosa, che non so dov'é, che non impedisce al resto di muoversi, ma che fa muovere tutto con fatica.
Non so cosa sia.
Ma so che non mi piaccio così.
C'é disordine dappertutto, nella mia stanza, nelle amicizie che perdo, negli interessi che trascuro, nelle cose che non faccio, in me che non cresco.
Boh.

Approposito. Questo non sta diventando un blog intimista. Appena riesco a trovare cosa si é incastrato e smetto di trascurare qualunque cosa blog compreso, appena riinizio a prendermi cura di tutto, questo post sparisce.
Perché qui 'io' non c'é. Qui c'é tartaruga. Che é un personaggio immaginario, che si nutre delle mie storie, che é me, ma che non é 'io'. Perciò, post intimista, via, march, alé.
Solo che adesso avevo voglia e bisogno di scriverlo.
Si chiama catarsi, oh, lo facevano i greci, e che non posso farlo io?

























postato da: tostoini alle ore 07/06/2005 13:55 | permalink | commenti (11)