Nel rutilante mondo moderno può capitare spesso che i vostri miti esistenziali, le figure di cui apprezzate il lavoro con adorazione maniacale, siano non solo ancora in vita, ma del tutto avvicinabili in circostanze assolutamente ordinarie.
Questo, ovviamente, se non appartenete alla patetica, strisciante categoria dei timidi, che trascina la sua vita all'ombra di rossori e mutismi imbarazzanti.
Ovviamente la tartaruga é membro insigne della sunnominata loggia.
Nei mesi trascorsi ha accumulato abbastanza di queste occasioni di rimpianto - per fare qualche esempio, miss malleus lab, o lui a Verona, o giusto due giorni fa lui con un bicchiere di vino in mano e un'aria assolutamente affabile, in mezzo a massimo venti persone che osservavano l'opera a parete che aveva appena terminato - da poter stilare una casistica precisa dei comportamenti tipici della sua ridicola esistenza di timida.
Ma andiamo ad osservare il diagramma qui riportato.
- Occhi bassi, per la precisione a terra, che anziché guardare l'interlocutore studiano con soverchio interesse la composizione del pavimento (asfalto e cicche, per lo più);
- Nuance della pelle che va dal rosso aragosta al bordeaux vino di Borgogna, con un rilascio di calore in grado di alzare la temperatura del pianeta di almeno un paio di gradi;
- Mani pallina arrotolate su ste stesse;
- Piedi pallina in positura contorta che potrebbe essere imbarazzo o incontinenza della vescica;
- Filo di voce la cui emissione di suono é udibile solo per i pipistrelli o per i cani da caccia;
- Ma soprattutto: azzeramento dell'intelligenza e della capacità di sostenere una conversazione. Tutto ciò che quel flebile filo di voce dice é: complimenti.
Per poi cadere nel mutismo e allontanarsi onde evitare il passaggio di cornacchie e cespugli rotolanti.
Ciò che non é riportato nel diagramma, per rispetto del lettore, é la FASE DUE: generalmente, in questa fase, a casa, segue all'incontro una crisi di pianto o comunque di lamentele, in cui il soggetto si domanda perché é così pateticamente timido, e perché continuerà a fare la figura del piccolo soprammobile autistico ogni volta che si troverà davanti qualcuno di cui apprezza il lavoro.